TEMPO LIBERO

APERITIVO KO, VINCE IL VECCHIO VINO

Arrivano i wine bar, i nuovi locali di tendenza.

Cibo di qualità, design cool, ottimo vino: ecco qui i nuovi wine bar!

C’è chi punta sulle prelibatezze che soddisfano il palato, chi sul design dell’arredamento o sulle offerte tecnologiche, ma per tutti il comune denominatore è il vino. Sono i wine bar, le enoteche di tendenza che spopolano negli Stati Uniti. New York ne conta tantissime.
Il wine bar si sta affermando anche in Italia. Clara Barra, curatrice della guida “Gambero Rosso Ristoranti d’Italia 2011”, afferma che i wine bar italiani sono particolarmente attenti al design, alla cucina ricercata, agli hi-tech e, come all’estero, cercano di differenziare l’offerta con nuovi tipi di drink, non alcolici, adatti a clienti di ogni età.
Sergio Morpurgo, proprietario dell’enoteca Cavallante a Milano, con laurea alla Bocconi e una tesi sul commercio del vino, commenta così il fenomeno: “Il mio è il secondo mestiere più antico del mondo, ma i wine bar lo stanno rinnovando”.
Vi consigliamo alcuni locali. Qui nel Veneto ci sono l’Enoteca Zero 7 di Verona, il Krug Lounge a Venezia. A Milano, il Bollicine, il Fry Fly wine bar, il Cinodromo, il Sarfat, Vini Naturali. A Trieste il Bollicine; a Roma il Kosher Bostrot e il Gusto Wine Bar, a Pisa il Modus Bibendi.
I nuovi wine bar hanno una vasta offerta di spumanti, champagne e prosecchi. Al Krug Lunge di Venezia, ritrovo esclusivo, dove capita anche di incontrare Johnny Deep, un calice di Gran Cuvèe Brut costa 35€ (300 la bottiglia) e si accompagna con una degustazione di salumi, formaggi e dolci.
Lo Zero 7 di Verona è più economico. Si bevono vini come il Sassicaia o il Cervano della Sala e si spendono dai 2,50€ ai 10€. Lo Zero 7 di Verona è stato premiato “Miglior Aperitivo dell’Anno” dalla Guida ai bar d’Italia 2010. Al Bacco & Perbacco a Lucero, Foggia, si offre vino biodinamico, biologico ed estremo, dove le bottiglie sono sospese in aria grazie a mensole di plexiglas trasparente. Il vino al calice costa 3-4€. Al Kosher Bistrot di Roma nessuna delle 250 etichette presenti contiene sostanze chimiche.

Sofia M.

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