MONDO BESTIALE

Addio cucciola

 

Io e mia madre eravamo rannicchiate vicino ad una roccia. Mia madre era turbata, sentiva che qualcosa non andava, ma d’altronde è da quando è stato portato via mio fratello che se ne stava all’erta, cercando di percepire un suono o un rumore sospetto, che la avvisasse del loro arrivo. Quando parliamo di loro, parliamo dei nemici di noi foche, non le orche o gli orsi, ma qualcosa di ben più pericoloso. Quando è stato portato via mio fratello era una giornata come tante altre, stavamo giocando in riva al mare quando sentimmo un rumore assordante e vedemmo un enorme oggetto volante che si avvicinava verso terra. Incuriositi cominciammo ad avvicinarci, ma nostra madre ci urlò che dovevamo scappare verso il mare e tuffarci. Io mi tuffai e riemersi dopo qualche minuto, vidi che loro non c’erano più, così uscii dall’acqua e cominciai a chiamare mio fratello, ma lui non c’era. Da quel giorno viviamo con la paura che tornino. E sono tornati. Quel giorno io e mia madre eravamo rannicchiate vicino a una roccia quando sentii di nuovo quel rumore, vidi di nuovo quell’oggetto volante. Cominciammo a scappare verso il mare, ma mia madre non fu abbastanza svelta. La presero per la coda e cominciarono a colpirla con un bastone. In quel momento capii che dovevo aiutarla in qualche modo, mi avvicinai, la vidi accasciata al suolo, con il sangue che le sgorgava dalla testa e macchiava la neve. Non potevo fare la sua stessa fine, non dopo che lei si era sacrificata per me. Mi voltai per scappare, ma c’era uno di loro, brandiva il bastone, stava in posizione eretta e aveva due occhi freddi come il ghiaccio: era l’uomo! Il bastone mi colpì alla tempia e poi me lo sentii sbattere più volte in testa. Caddi vicino a mia mamma. Eravamo faccia a faccia. Prima di morire vidi i suoi enormi occhi neri spegnersi e sentii la sua voce tremolante dirmi: “Addio cucciola”.

 

                                                                                              Giovanna M. 2012

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SERPENTE IN CALLE RACCHETTA

Residente perde il suo boa,

il giorno dopo lo ritrova grazie alle grida dei passanti.

è Sabato, il 23 di Ottobre. Intorno alle 16.30 in calle Racchetta, a Canareggio, si sentono delle grida di terrore. Un boa di un metro e mezzo, vivo e vegeto, se ne va strisciando tranquillamente, senza recare disturbo a nessuno, quando, accidentalmente, la sua pelle sfiora le gambe di una ragazza che sta passeggiando con delle amiche. Le povere ragazze, spaventate, scappano a gambe levate. Vengono chiamati i vigili del fuoco, che all’inizio fanno fatica a credere alla storia, ma alla fine una pattuglia viene inviata. Nel frattempo, però, il trambusto ha attirato l’attenzione di un residente della calle. Quando vede il rettile, riconosce un serpente di sua conoscenza. È il suo boa, quello di cui ha denunciato la scomparsa. Il boa era forse scappato perché stanco della solita casa e se n’è andato a fare una “passeggiata”; adesso il padrone se l’ è ripreso e lo ha portato a casa. Alcune settimane prima un altro serpente, portato a spasso dal padrone, ha seminato il panico tra le vie del centro storico.

Tiziano M.

HEIDI, L’OPOSSUM STRABICO

Una volta la mascotte per eccellenza degli zoo tedeschi era il tenero orsetto Knut. Forse per la sua triste storia, forse perchè era un bellissimo orsacchiotto bianco ma, se parlavi di zoo, la mente andava subito a lui.

la nuova mascotte degli zoo della Germania è adesso una femmina di opossum. si chiama Heidi e arriva da uno zoo del South Carolina. Heidi è stata trovata insieme alla sorellina, mentre si cibava dei rifiuti dietro un fast food. Heidi è strabica e questo particolare la rende speciale e simpatica. Pare che il suo strabismo dipenda da un accumulo di grasso nella zona delle orbite. Che questo sia vero o meno, fatto sta che Heidi non può non strappare un sorriso.

Marta D.L.

TOKYO:

I MIRACOLI DELLA TELEVISIONE

Ha ritrovato la sua padrona grazie alla televisione il cane giapponese travolto dallo tsunami e salvato dopo venti giorni dalla Guardia Costiera sul tetto di una casa che galleggiava al largo. La padrona ha visto il salvataggio del suo animale in televisione e lo ha riconosciuto.

Il cane era stato ritrovato vivo venerdì 1 aprile sul tetto di una casa alla deriva a 2 chilometri dalla costa: si trovava lì dall’11 marzo. L’animale era senza collare e non era stato possibile individuare il proprietario, quindi era stato portato in un centro di cura per gli animali sfuggiti alla furia delle acque. La padrona ha visto il reportage in televisione e si è recata subito al canile. Molte persone si erano offerte di “adottare” il cagnolino, ma non ce n’è stato bisogno: il cane ha riconosciuto la proprietaria e, entrambi raggianti, sono usciti dal canile.

Beatrice F.

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